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L’Innesto punta a essere il primo progetto di affordable housing zero carbon in Italia. L’intervento coniuga quindi l’obiettivo della sostenibilità ambientale con quello dell’accessibilità economica, per garantire una transizione che sia equa, per l’ambiente e per le persone.
Essere carbon neutral, per L’Innesto, significa ottenere nell’arco di trent’anni un bilanciamento pari a zero delle emissioni di CO2 prodotte durante la fase di costruzione e nel ciclo di vita degli edifici. Per fare questo vengono impiegate diverse tecnologie costruttive d’avanguardia, soluzioni impiantistiche attente all’ambiente e strategie innovative, come:
L’implementazione di un hub di mobilità sostenibile, che punta sulla mobilità attiva, ciclabile e pedonale, e sull’integrazione con il trasporto pubblico e i servizi di sharing.
Interventi di forestazione urbana, come la piantumazione di 640 alberi, che contribuiranno a mitigare le emissioni di CO2 catturando 10 tonnellate di CO2 all’anno.
L’istituzione di un Milan Transition Fund , un fondo che seleziona e realizza progetti di rigenerazione urbana finalizzati alla riduzione dei gas serra emessi nella città di Milano.
Nel grafico di seguito viene mostrata nel dettaglio la riduzione e compensazione di CO2 che ciascuna area d’intervento porta nel sito de L’Innesto rispetto al business as usual.
Le soluzioni pensate per L’Innesto costituiscono un modello di intervento, qui testato, che potrà essere replicato in altre città: dallo Zero Waste Store un supermercato di prodotti sfusi, al riutilizzo delle acque per la produzione alimentare a Km 0, fino al recupero dei rifiuti organici nel compost. Pratiche che puntano a ridurre in modo drastico i rifiuti da smaltire, trasformandoli in risorse anche grazie alla partecipazione attiva della comunità, generare benessere e rilanciare l’economia del quartiere.
Collaborazione, gestione condivisa degli spazi, commercio di vicinato: le relazioni e il coinvolgimento nello sviluppo del quartiere sono al centro de L’Innesto. L’intervento sperimenta un nuovo modo di vivere l’abitare collaborativo, che non si limita alla partecipazione degli inquilini, ma si apre all’intero quartiere e alla città di Milano.
Questa rete di collaborazione ha bisogno, per svilupparsi, di un luogo fisico condiviso e di attività che accompagnino e abilitino le persone in un percorso di co-gestione e co-creazione del quartiere. Per questo ne L’Innesto sarà presente una Urban Adaptive Zone: un’area fatta di spazi e servizi come cucine comuni, soggiorni, laboratori, orti urbani, attività gestite in modo integrato dai residenti, imprese e non profit. Un percorso di due anni accompagnerà inquilini e abitanti del quartiere a progettare insieme l’utilizzo degli spazi comuni. È prevista, inoltre, la presenza di un gestore sociale, punto di riferimento per gli abitanti.
Questo approccio inclusivo alla vita del quartiere si riflette anche nella proposta abitativa diversificata de L’Innesto, con alloggi in locazione, in vendita convenzionata agevolata e in condivisione, residenze sociali rivolte a categorie in difficoltà e uno studentato Carbon Free con 300 posti letto.
L’Innesto punta a realizzare un parco agricolo urbano, mescolando aree verdi ricche di biodiversità e promuovendo la pratica degli orti domestici, molto radicata tra gli abitanti del quartiere come forma di aggregazione e inclusione sociale. Una superficie di 3480 mq è destinata agli orti urbani, che serviranno sia per attività didattiche di educazione ambientale e alimentare, sia per mettere a punto coltivazioni sperimentali in chiave sostenibile sul modello dell’economia circolare. La collaborazione con il Distretto Agricolo Adda Martesana permetterà inoltre la valorizzazione della produzione agricola di qualità, diffusa nel territorio circostante. Il verde e l’agricoltura diventano così occasioni per coltivare, formarsi, ritrovarsi, trascorrere il tempo libero e promuovere un modello di economia circolare più sostenibile.
Quello de L’Innesto è un approccio multidisciplinare, che integra sostenibilità economica, ambientale e sociale. La gestione di lungo termine non riguarda solo la funzione residenziale, ma anche i servizi, il commercio di vicinato, le attività del terzo settore, gli spazi d’uso temporaneo come co-working e co-living, con l’obiettivo di creare e mantenere un ambiente vivo nei diversi momenti della giornata.
La gestione integrata vede in Near Sgr e nel fondo immobiliare di Lombardia i connettori di diversi attori chiave per la realizzazione di un quartiere vivibile per le persone e sostenibile per l’ambiente.
Tra le sfide più interessanti per il mercato c’è quella legata ad una nuova generazione di gestori immobiliari che, come Near per conto del Fondo Immobiliare di Lombardia, sappiano promuovere nel lungo periodo la trasformazione delle periferie integrando le energie della conversione e del rinnovamento fisico della città con azioni complesse di welfare locale e sviluppo economico basato su interventi immateriali di ricostruzione di comunità, innovazione sociale, placemaking, incubazione di impresa, sviluppo di nuovi servizi e sostegno all’occupazione. Azioni che nei nuovi quartieri richiedono la nascita, spontanea o accompagnata, di referenze culturali, sociali ed economiche nuove, per una governance locale dedicata alle trasformazioni urbane.
Varietà è la parola chiave che caratterizza il design e l’architettura urbana de L’Innesto, un progetto che riconnette il tessuto urbano per integrare e valorizzare i quartieri circostanti. Hanno preso parte alla fase ideativa del progetto e al coordinamento dei numerosi esperti coinvolti, il rinomato studio di architettura Barreca & La Varra, studi di ingegneria come Starching, Borlini & Zanini SA, Stantec, Ariatta e la società di progettazione globale Arup. Il linguaggio architettonico è sobrio e caratterizzato da regolarità costruttive. Gli edifici sono arricchiti da logge, balconi, portici, terrazze. Il progetto propone una varietà di spazi aperti: orti privati, frutteti, piazze, giardini pubblici e spazi attrezzati. Un ventaglio di forme che si riflette nelle molteplici funzioni del luogo, nelle innovative attività del quartiere e nelle diverse interazioni fra gli abitanti.